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Lunga vita al Micro Quattro Terzi! E al m43. E al MFT.

Disclaimer: segue una trascrizione automatica della puntata “Lunga vita al Micro Quattro Terzi! E al m43. E al MFT.”
Se trovate errori è colpa del trascrittore automatico, se trovate cose interessanti è merito mio.
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Il micro quattro terzi è il primo e unico formato ho pensato esclusivamente per l’epoca digitale.

Non esistevano macchine micro quattro terzi prima dell’avvento del digitale, è stato studiato apposta per quello. Mentre tutti gli altri formati più comuni come full frame, l’APS, il medio formato, esistevano ed erano molto diffusi prima dell’avvento del digitale, il micro quattro terzi non esisteva nemmeno.

La prima macchina micro quattro terzi l’ho comprata nel lontano 2008 e me la sono portata in giro per il pianeta. Mi ha dato delle grandi soddisfazioni, è venuta sempre con me discretamente, silenziosamente e producendo delle immagini di tutto rispetto. Quindi sono particolarmente innamorato di questo sistema.

Il micro quattro terzi è stato sviluppato appunto per l’era digitale, per sfruttare pregi e difetti dell’era digitale, quindi hanno pensato di ridurre la superficie del sensore sfruttando proprio questa maggiore sensibilità dei sensori digitali rispetto alle pellicole. E in effetti il discorso fila perché nessuno pensava che ci fosse bisogno di scattare a 25.600 ISO con la macchina fotografica. Si pensava che è un massimo di 3200, 6400 ISO fosse già abbastanza, se non troppo, per tutti gli utilizzi fotografici o per la maggior parte degli utilizzi fotografici. Invece si è visto che un po’ per marketing, un po’ perché le esigenze sono mutate, un po’ perché c’è la possibilità di farlo, ormai i fotografi si spingono a scattare a 12 mila o 25 mila ISO e questa cosa qua a volte serve. Il full frame ha un vantaggio da questo punto di vista e sicuramente ha preso mercato anche per questo motivo qua.

Dall’altro lato abbiamo la concorrenza degli smartphone, che grazie alla computational photography hanno ormai una qualità dell’immagine che si avvicina sempre di più a quella dei sensori più grandi, come il micro quattro terzi o addirittura il full frame. Diciamo che anche in questo caso il full frame si trova avvantaggiato perché ha una superficie maggiore e quindi è più difficile raggiungere gli stessi risultati del full frame con un sensore piccolo come quello degli smartphone. Ma a raggiungere la qualità invece dalle micro quattro terzi ci vuole un po’ meno e quindi da questo punto di vista il micro quattro terzi soffre di più della concorrenza degli smartphone, anche se ancora gli smartphone non sono arrivati al livello dei sensori micro quattro terzi ma ci si avvicinano più di quanto si possano mai avvicinare a un full frame.

Quindi nonostante il mio amore immenso per il micro quattro terzi una certa preoccupazione per il futuro di questo formato esiste. Preoccupazione che tra l’altro è corroborata anche dei recenti avvenimenti, cioè abbiamo visto nel mercato uno sviluppo lento, non velocissimo dei sensori full frame, ma nessuno sviluppo per quanto riguarda i sensori micro quattro terzi. Abbiamo visto che recentemente sono uscite delle macchine con i sensori stacked, che offrono dei vantaggi per quanto riguarda la velocità di lettura del sensore, e quindi addirittura si è arrivati a produrre delle macchine senza otturatore, sfruttando appunto la velocità di lettura del sensore stacked.

Per quanto riguarda invece i sensori micro quattro terzi non abbiamo visto dei sensori nuovi negli ultimi anni. Sono almeno quattro anni che non vediamo un sensore totalmente nuovo per il micro quattro terzi. Ci sono degli annunci da parte di Panasonic soprattutto che dice di star sviluppando un sensore che chiama organico, organic in inglese, che in italiano si tradurrebbe biologico, ma non so un sensore biologico che senso potrebbe avere. Neanche biodinamico. Non lo so cosa può significare sensore organico nella mente degli ingegneri, perché io non entro mai nella mente degli ingegneri e dei marketer che chiamano questi sensori organic. Diciamo solamente che questo sensore organic dovrebbe avere una gamma dinamica pazzesca, superando addirittura quella degli attuali sensori full frame. Il problema principale che ha trovato Panasonic nello sviluppo di questo sensore organic è stato il surriscaldamento, e non lo so se negli anni sono riusciti a risolvere questo problema. Di fatto non abbiamo degli annunci seri. Abbiamo avuto di recente degli annunci che parlano di un continuo sviluppo di questa tecnologia, ma niente di concreto.

Olympus ha annunciato di recente che sta sviluppando una “wow” camera. Cioè una macchina che ti farà dire “wow”. Non sappiamo in che modo ti farà dire “wow”. Potrebbe uscire fuori una delusione totale o per meglio dire una *** pazzesca, come ha fatto Pentax qualche anno fa con le macchinine colorate con le skin intercambiabili. Io spero vivamente che non si tratti di una cosa del genere. Diciamo che mi ****rei parecchio se fosse una cosa del genere, ma potrebbe anche essere, perché il marketing segue strade che noi umani non possiamo neanche immaginare. Quindi questa camera potrebbe essere di tutto. Io spero sinceramente che si tratti anche di un nuovo sensore, di una nuova tecnologia che sia un sensore nuovo, che sia un sensore stacked almeno, se non addirittura più avanzato ancora. Spero che le nuove macchine micro quattro terzi abbiano anche una tecnologia di computational photography per mantenere quantomeno la concorrenza con gli smartphone che avanza.

Ma il vantaggio principale secondo me del micro quattro terzi è stato sempre negli obiettivi, non tanto nel corpo macchina e non tanto nel sensore. Infatti il sensore sappiamo benissimo che rispetto al full frame ha dei degli svantaggi. Per quanto riguarda gli obiettivi invece il vantaggio del micro quattro terzi e notevole. Infatti si riescono a produrre degli obiettivi dalla qualità mostruosa in uno spazio e un peso che il full frame se li sogna. Non so chi di voi ha mai usato gli obiettivi Olympus della serie PRO, come per esempio il 7-14/2,8 PRO o il 40-150/2,8 PRO. Sono degli obiettivi veramente pazzeschi, che per avere un equivalente in formato full frame dobbiamo andare a spendere il triplo e portarci dietro il triplo di peso.

Ma veniamo alle buone notizie. Buone notizie sono degli annunci, che per ora non si sono concretizzati ma comunque è meglio avere qualche annuncio che non avere assolutamente nulla. Sia della “wow” camera di Olympus che della famosissima Panasonic gh6, che doveva arrivare nella migliore delle ipotesi due anni fa, nella peggiore l’anno scorso.

È tutto slittato, si è tutto rimandato. Secondo me Panasonic sta appunto aspettando di avere qualcosa di veramente interessante da mettere nel comparto sensore. Quindi sta aspettando di avere un sensore veramente differente da quello presente nelle ultime uscite che sono gh5II, gh5s etc. Panasonic secondo noi sta aspettando di avere qualcosa di forte lì. E qualcosa di forte che non dovrà essere soltanto dal punto di vista della qualità dell’immagine, quindi sensori stacked o computational photography, ma dovrà essere anche forte dal punto di vista dell’autofocus. Perché Panasonic, ricordiamolo, oltre ad avere questo svantaggio nel micro quattro terzi inerente proprio al formato stesso, ha avuto e si porta dietro anche lo svantaggio di aver scommesso su una tecnologia di autofocus basata esclusivamente sul contrasto, e non sulla rilevazione di fase come hanno fatto tutti gli altri. Questo ha portato Panasonic ad avere dei limiti anche al punto di vista dell’autofocus.

L’autofocus a contrasto infatti è velocissimo per quanto riguarda la messa a fuoco singola. Avendoli provati tutti i sistemi vi posso dire che quello di Panasonic nel micro quattro terzi, sto parlando in particolare della g9, è l’autofocus più veloce che io abbia mai provato per quanto riguarda la messa a fuoco singola, e credo che sia ancora il più veloce. Ma ha un problema per quanto riguarda l’autofocus continuo. Infatti ha problemi a seguire soggetti in movimento senza sfarfallare. Questo è il difetto principale dell’autofocus di Panasonic, lo sfarfallio continuo nei soggetti e soprattutto nello sfondo.

Panasonic ci ha detto varie volte che l’autofocus a contrasto è in grado di sopperire a questo problema e ci ha promesso, in tutte le sue uscite, che l’autofocus sarebbe migliorato da questo punto di vista. E attenzione, è anche migliorato. Cioè questo problema dello sfarfallio è andato sempre un pochino scemare, ci sono stati dei miglioramenti, ma non c’è stata mai una risoluzione definitiva. Non siamo mai arrivati al livello dell’AFC nei sistemi a rilevazione di fase come quello di Sony, Nikon, Canon o anche di Olympus, che utilizza un sistema ibrido di messa a fuoco a contrasto e a rilevazione di fase.

Un’altra buona notizia viene dall uscita recente del m 20mm f/1,4.

Intanto scusatemi se in tutta questa puntata ho chiamato Olympus col nome di Olympus. Per me sarà molto difficile abituarmi al nuovo nome OMsystem perché è da quando avevo sei anni che maneggio macchine Olympus. OM è stata la linea professionale delle macchine Olympus, e per me credo che rimarrà Olympus ancora per qualche anno. Fin quando almeno Olympus non mi denuncia. Allora lì magari mi tolgo il vizio.

Il nome nuovo delle macchine fotografiche Olympus è OMsystem. Perché il settore fotocamere della Olympus ha proprio cambiato proprietario. Il nuovo proprietario, che non mi scomodo a pronunciare, del settore camere Olympus, ha chiamato il nuovo brand OMsystem. Un po’ per chiamare la famosissima linea OM della Olympus, un po’ per distaccarsi invece dal vecchio proprietario Olympus. Quindi ha fatto questo ibrido “OMsystem” che vuole mantenere i vecchi consumatori Olympus, e dall’altro lato si vuole distaccare, anche perché lo deve fare per motivi legali, dal vecchio marchio Olympus.

OMsystem recentemente è uscita con un obiettivo importante, il 20 mm f/1,4. Questo obiettivo è importantissimo perché non solo è un obiettivo a quanto pare eccezionale, dalle dimensioni ridottissime, che quindi ribadisce il vantaggio del micro 4/3 rispetto al full frame, ma è anche un segnale importante per tutti i consumatori del micro 4/3.
È un segnale che dice “rimanete qui con noi perché stiamo continuando a lavorare, stiamo continuando a creare prodotti!”

Però attenzione, questo obiettivo per uscire quest’anno sicuramente sarà stato sviluppato qualche anno fa, quando il brand si chiamava ancora Olympus, quando la divisione fotocamera della Olympus non era ancora stata venduta. Ci piacerebbe invece vedere degli sviluppi nuovi. Ci piacerebbe vedere degli annunci di obiettivi dal design totalmente nuovo, per vedere che intenzioni ha OMsystem, in quale direzione si sta muovendo. Ci piacerebbe vedere dei rendering almeno di fotocamere nuove con tecnologie nuove, veramente da “wow” e non soltanto per delle marchette, come possono essere le skin colorate che ha fatto qualcuno, ma anche e soprattutto degli effetti “wow” sostanziali, riguardanti la qualità dell’immagine, o computational photography o nuove tecnologie di sensore stacked, organic, chiamatelo come volete.

Vogliamo vedere dei sensori nuovi nel micro quattro terzi altrimenti, signori miei, questo sistema lo possiamo anche iniziare a salutare con la manina.

Ciao ciao!

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